Il lago Ampollino

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Lago Ampollino - CalabriaImmagine: wikipedia

Il Lago Ampollino
è, per estensione, il terzo lago artificiale della Calabria dopo l’Arvo e il Cecita. È uno di quei laghi che a partire dagli anni '20 nella Sila sono stati costruiti e si sono perfettamente adattati nel corso degli anni all'ambiente circostante. Nati per lo sfruttamento idroelettrico dei numerosi corsi d'acqua della Sila, questi invasi hanno finito per acquisire una notevole rilevanza turistica ed ambientale. Il lago Ampollino fu il primo invaso artificiale ad essere realizzato nelle montagne silane. I lavori dello sbarramento iniziarono nel 1916 e terminarono nel 1927. Alla sua inaugurazione prese parte il Re Vittorio Emanuele III. Questo lago ha una caratteristica particolare, infatti bagna tre diverse provincie, quella di Cosenza, Catanzaro e Crotone e, costituisce il confine naturale tra la Sila Grande, che termina sulla sponda nord, e la Sila Piccola che parte dalla sponda sud; lungo le sue sponde sono sorti villaggi turistici e località turistiche di Trepidò, Villaggio Palumbo e Villaggio Mancuso. È in comunicazione con il lago Arvo, attraverso una condotta forzata in galleria, le specie ittiche sono pressoché uguali: trote, cadevani, triche, persici reali, carpe e altre specie minori. È il lago più alto in quota dei tre grandi invasi artificiali della Sila ed è inserito perfettamente tra le alte vette dei monti Scorciavuoi, Zingomarro, Gariglione e Montenero dove la natura rigogliosa lo ha in breve trasformato in un vero e proprio gioiello naturale, adatto sia al turismo estivo, che a quello invernale. Intorno al lago Ampollino si sviluppa una fitta flora tipicamente silana, con prevalenza delle alte foreste di conifere, abeti e pini principalmente, ma è molto frequente anche il leccio. Ricerche dirette dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria hanno individuato un importante insediamento dell'antica età del bronzo (2000-1800 a.C.) sulle rive del Lago Ampollino. Sulle rive del lago, soggette alla sommersione periodica, nel corso delle suddette ricerche sono stati individuati importanti resti archeologici attribuibili ad attività mineraria e metallurgica.

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